Marrakech è una città che conquista con i suoi colori, i profumi e l’energia contagiosa della sua medina. È caotica e affascinante allo stesso tempo, capace di regalare esperienze uniche a chi la visita per la prima volta. Grazie al nostro itinerario in Marocco, abbiamo avuto modo di esplorarla a fondo e di spingerci anche nei suoi dintorni, tra cascate spettacolari e valli montane che offrono un po’ di respiro dalla calura cittadina.
Arrivare a Marrakech è come essere catapultati in un mondo nuovo, dove ogni angolo nasconde una sorpresa e dove il tempo sembra essersi fermato. Appena varcata la soglia della Medina ci si ritrova immersi in un labirinto di vicoli, tra bancarelle di spezie e stoffa, artigiani al lavoro e carretti che sfrecciano tra la folla. Marrakech è caos e magia allo stesso tempo: di giorno i souk brulicano di vita, mentre al tramonto la piazza Jemaa el-Fnaa si accende di luci, suoni e profumi che stregano chiunque la attraversi.
Ma la città non è solo confusione: basta entrare in un riad per scoprire un’oasi di pace, oppure rifugiarsi in un giardino per trovare silenzio e bellezza. Marrakech è un contrasto continuo, capace di affascinare e travolgere, e per noi è stata la porta d’ingresso perfetta al nostro viaggio in Marocco.
Marrakech è stata il punto di partenza e di arrivo del nostro itinerario di 16 giorni in Marocco ma è anche un’ottima base per scoprire alcune belle destinazioni marocchine. Quindi, a seconda dei giorni a disposizione, ecco cosa non perdere se state pianificando un viaggio a Marrakech.
Cosa vedere a Marrakech e dintorni: tra souk, giardini e gite fuori porta
Marrakech è una città vivace e affascinante, ma la sua visita non richiede più di due o tre giorni per scoprirne le attrazioni principali, perdersi tra i vicoli della Medina e respirare l’atmosfera unica di piazza Jemaa el-Fna. Se avete più giorni, il resto del tempo può essere dedicato a splendide escursioni nei dintorni, tutte raggiungibili in massimo tre ore di viaggio. Tra tutte le possibili alternative, da non perdere per noi le cascate di Ouzoud, un angolo verde spettacolare immerso nella natura, la valle dell’Ourika, che porta alle porte dell’Atlante tra villaggi berberi e paesaggi montani, la città costiera di Essaouira, con il suo porto suggestivo e l’atmosfera rilassata, e il deserto di Agafay, dove vivere l’emozione del tramonto tra le dune di pietra.
Se si dispone di un po’ più di tempo, si possono valutare anche altre escursioni più lontane come la valle dell’Ourzazate, con i suoi celebri studi cinematografici e la kasbah di Ait Ben Haddou, patrimonio UNESCO.
1 – Piazza Jemaa el-Fnaa e i souk
Il cuore pulsante della città è senza dubbio la piazza Jemaa el-Fnaa, Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO, vivace a tutte le ore. Di giorno si possono trovare venditori di spremute d’arancia, banchi di spezie, incantatori di serpenti e proprietari di scimmie ammaestrati e tatuatrici di henné. Di sera la piazza si riempie di bancarelle che cucinano piatti tipici, incantatori di serpenti e musicisti. Caotica sì, ma autentica e travolgente.
Sebbene le bancarelle possano apparire invitanti e i venditori siano particolarmente insistenti, ci è stato fortemente raccomandato di non fermarci a mangiare in questa zona a causa delle condizioni igieniche non adeguate.
Lo stesso avvertimento ci è stato rivolto anche riguardo agli incantatori di serpenti, ai proprietari di scimmiette e a chi propone tatuaggi all’henné.
Abbiamo invece trovato ottimi e a prezzi ragionevoli diversi ristoranti affacciati sulla piazza, dalle cui terrazze si può avere anche una bellissima panoramica sulla piazza stessa.
Dalla piazza si diramano i souk, i mercati coperti della medina. A differenza di quanto ci aspettavamo, i venditori non sono troppo insistenti: chiedono solo se si mostra interesse, lasciando girare in relativa tranquillità tra tappeti, lampade, spezie e oggetti in pelle. La medina è molto trafficata ma purtroppo nelle sue vie già gremite di prodotti non ci sono solo persone a piedi. Moto, scooter e persino carretti trainati da asini sfrecciano tra le viuzze strette senza troppi riguardi: serve un po’ di prontezza per scansarsi al volo!
Un consiglio pratico che per noi si è rivelato molto utile: per cambiare i soldi potete rivolgervi all’Hotel Ali, affacciato direttamente sulla piazza, considerato uno dei punti più convenienti in zona. In generale, in tutto il Marocco la carta di credito è ancora poco diffusa: spesso non viene accettata nemmeno nei siti culturali e in molti ristoranti. È quindi consigliabile avere sempre con sé una buona quantità di contanti.



2 – Moschea Koutoubia, il minareto e i suoi giardini
La Moschea Koutoubia è la più grande di Marrakech ed è visibile da quasi ogni punto della città grazie al suo minareto alto 77 metri. L’interno non è visitabile dai non musulmani, ma vale la pena fermarsi ad ammirarla dall’esterno e passeggiare nei giardini circostanti, molto curati e piacevoli per una sosta all’ombra.

3- Medersa di Ali Ben Youssef
Costruita nel XIV secolo e ricostruita nel XVI sotto la dinastia saadiana, è stata per secoli la più grande scuola coranica del Marocco.
Poteva ospitare fino a circa 130 studenti, che vivevano in minuscole celle distribuite su due piani intorno al cortile centrale.
Oggi la scuola non è più attiva ed è diventata un luogo aperto ai visitatori. Si possono ammirare i cortili decorati, le vasche per le abluzioni e le camerate che ospitavano gli studenti. Il biglietto costa 50 DH (circa 5 €). Secondo noi è una delle tappe imperdibili a Marrakech, uno degli edifici più caratteristici e belli visti in città, un capolavoro dell’arte islamica marocchina: zellige (mosaici geometrici), stucchi finemente scolpiti e legno di cedro intagliato dialogano in perfetto equilibrio.

4 – Giardini Majorelle
I Giardini Majorelle sono uno dei luoghi più iconici e fotografati di Marrakech, un’oasi di pace che contrasta con il ritmo frenetico della medina. Sono situati fuori dalla medina e sono raggiungibili con i mezzi o, nel nostro caso, con il driver.
Questi bellissimi giardini di circa 9000 mq, creati negli anni Venti dall’artista francese Jacques Majorelle e resi celebri da Yves Saint Laurent, presentano sentieri che si intersecano ed edifici dai colori sgargianti, cactus, piante tropicali e specchi d’acqua.
Nell’edificio in cui vissero Yves Saint Laurent e Pierre Bergé, villa Oasis, oggi è ospitato il Museo Pierre Bergé des Arts Berbères, che ha un biglietto a parte e che noi abbiamo deciso di non visitare.
Attenzione perchè il biglietto per i Giardini Majorelle va acquistato in anticipo online perché la biglietteria in loco non esiste.


5 – Jardin Secret
Nel cuore della Medina di Marrakech si nasconde un meraviglioso riad storico di epoca saadita, riportato alla luce dopo un lungo restauro: il Jardin Secret è oggi uno dei luoghi più affascinanti da visitare in città, un piccolo angolo di pace e bellezza che stupisce per la sua tranquillità, in netto contrasto con il vivace e caotico ritmo della Medina.
Il complesso è diviso in due splendidi giardini: il giardino esotico e il giardino islamico, progettati seguendo antiche tradizioni arabe e andaluse. Tra fontane, palme, aranci e percorsi ombreggiati, il Jardin Secret offre una pausa rilassante dal caos dei souk e delle stradine della Medina.
Oltre ai giardini, è possibile visitare anche gli eleganti ambienti del palazzo che oggi ospitano mostre, salire sulla torre panoramica per ammirare i tetti di Marrakech e godersi un tè alla menta nella caffetteria immersa nel verde.
Noi l’abbiamo visitato nel tardo pomeriggio, quando la luce rende il giardino ancora più magico e le temperature sono più piacevoli.

6 – Palazzo El Bahia
Altro posto imperdibile di Marrakech è sicuramente il magnifico Bahia Palace, uno dei palazzi storici più affascinanti della città, un edificio che si estende su una superficie di 8000 mq. Costruito alla fine dell’Ottocento, il palazzo venne progettato per essere una delle residenze più sontuose del Marocco e ancora oggi incanta i visitatori con i suoi cortili decorati, le sale riccamente ornate, i soffitti in legno intagliato e gli splendidi mosaici tipici dell’arte marocchina. Passeggiare tra i suoi giardini e i suoi ambienti eleganti permette di immergersi nell’atmosfera raffinata delle antiche dimore nobiliari marocchine, lontano dal caos della Medina. È una visita che colpisce non solo per la bellezza architettonica, ma anche per la tranquillità e la luce che riempiono gli spazi del palazzo.


7 – Dar El Bacha – Museo delle Confluenze
Sempre nel cuore della Medina di Marrakech si trova il Museo Dar El Bacha ( Musée des Confluences), che consigliamo di visitare non tanto per il museo, che racconta l’incontro tra culture, tradizioni e civiltà diverse, quanto per lo splendido edificio che lo ospita, un elegante palazzo storico, un tempo residenza del potente pascià Thami El Glaoui. Oggi Dar El Bacha affascina per la sua straordinaria architettura marocchina fatta di zellige colorate, stucchi raffinati, soffitti in cedro intagliato e luminosi cortili interni. Oltre alle esposizioni temporanee e permanenti, ciò che rende speciale questo luogo è soprattutto l’atmosfera: silenziosa, elegante e lontana dal caos delle strade della Medina.
All’interno si trova anche il celebre Bacha Coffee, una caffetteria storica che offre più di 200 varietà di arabica, perfetta per concedersi una pausa tra profumi di caffè, dolci marocchini e ambienti dal gusto raffinato. Per potersi fermare presso questo caffè, è necessario prenotare all’ingresso.


Cosa vedere ulteriormente a Marrakech
1 – Palazzo El-Badi
Oggi ridotto a rovina, un tempo Palazzo El-Badi era uno dei palazzi più sontuosi della città, fatto costruire dal sultano al-Mansour. Nei suoi tempi d’oro, il palazzo aveva circa 300 stanze sontuosamente decorate. Purtroppo il terremoto del 2023 ha provocato ulteriori danni e per questo motivo a noi è stato detto che il prezzo del biglietto non era compensato dalla visita. Valutate voi cosa sia meglio fare.
2 – Tombe Saadiane
Queste tombe custodiscono le sepolture di sultani, membri della famiglia reale e importanti personaggi dell’epoca. Realizzate nel XVI secolo durante la dinastia saadiana, sono rimaste nascoste per secoli e riscoperte solo all’inizio del Novecento. Anche queste hanno subito conseguenze dal sisma del 2023, ma ancora oggi colpiscono per la straordinaria ricchezza decorativa.
3 – Musei di Marrakech
Oltre al Museo delle Confluenze, Marrakech custodisce anche altri musei interessanti che offrono una prospettiva diversa sulla città:
- il Museo di Marrakech, ospitato in un antico palazzo, offre collezioni di arte islamica e oggetti tradizionali;
- la Maison de la Photographie, ospita splendide foto storiche che raccontano il Marocco del passato;
- il Museo della Musica, dove si possono scoprire strumenti e tradizioni sonore del Paese.


Cosa mangiare a Marrakech
A Marrakech la cucina è un ulteriore viaggio nei sapori del Marocco, ricca di profumi intensi e spezie che raccontano una tradizione antichissima. Tra i piatti da non perdere c’è la celebre tajine, cucinata lentamente in tipiche pentole di terracotta con carne, pollo o verdure, spesso arricchita da prugne, mandorle o limone.
Immancabile anche il cous cous, servito con verdure, carne e brodo aromatico.
Imperdibile il piatto simbolo della città, la tanjia, una deliziosa e tenera carne stufata lentamente in giare di terracotta, da gustare da Chez Lamine Hadj Mustapha, locale storico e rinomato situato vicino a piazza Jemaa el-Fna.
Altri piatti sono la pastilla, una sfoglia croccante ripiena di carne (solitamente piccione o pollo), mandorle e spezie dolci, con una spolverata di zucchero a velo e cannella e le zuppe (che noi non amiamo particolarmente, soprattutto quando fa caldo).
Noi abbiamo mangiato molto bene presso diversi ristoranti di piazza Jemaa el-Fna, a prezzi anche molto onesti per noi italiani.
Infine, noi abbiamo trovato ottimi i panini di Chez Hicham, un minuscolo locale nel souk vicino alla piazza. Si tratta di panini con verdure grigliate e carne cotta sul momento a prezzi irrisori.
Ovviamente la bevanda più diffusa è l’immancabile tè alla menta, simbolo dell’ospitalità marocchina e vero rito quotidiano, spesso accompagnato da gustosi dolcetti marocchini.



Escursioni in giornata da Marrakech
Cascate di Ouzoud
A circa tre ore di auto dalla città, le Cascate di Ouzoud sono le più alte del Nord Africa, con tre salti d’acqua scenografici. Si possono ammirare dall’alto, ma il percorso più suggestivo è quello che scende lungo una scalinata tra botteghe e ristorantini fino alla base. Da qui partono piccole barche che portano sotto l’ultimo salto: un’esperienza bagnata ma molto divertente (20 DH a persona).
La strada per arrivare è un po’ monotona e la gita richiede tutta la giornata, quindi va valutata se avete tempo a disposizione.

Valle dell’Ourika
Immersa nell’Alto Atlante e raggiungibile in circa due ore, la Valle dell’Ourika è una meta ideale nelle giornate più calde. Qui il clima è più fresco e il paesaggio verdeggiante. Da Setti Fatma parte il sentiero che conduce a una serie di cascate: la prima facilmente accessibile in circa mezz’ora, la seconda più impegnativa ma decisamente spettacolare.
Lungo il torrente si trovano ristorantini davvero pittoreschi con tavoli letteralmente immersi nell’acqua: molto gettonati dalle famiglie marocchine in cerca di refrigerio.


Essaouira
Se avete un giorno in più, vale la pena spingersi sulla costa atlantica fino a Essaouira, antica città fortificata patrimonio UNESCO. Qui il ritmo è più lento rispetto a Marrakech: mura bastionate, un bellissimo porto con le barche blu e un vento costante che rende la località amata anche dai surfisti. Perfetta per una pausa dal caos della medina e per assaggiare ottimo pesce fresco cucinato al momento.


Marrakech: una città che non si dimentica
Marrakech è una città che non si dimentica facilmente: intensa, colorata, a tratti caotica ma sempre autentica. È un luogo che entra di forza nel cuore e coinvolge tutti i sensi, tra profumi di spezie, richiami dei souk, palazzi storici e giardini nascosti che improvvisamente regalano silenzio e bellezza.
Quando la si lascia, resta la sensazione di aver vissuto qualcosa di profondo e diverso, un equilibrio continuo tra tradizione e vitalità, tra storia e vita quotidiana. Marrakech non si visita soltanto: si vive, si assapora e si porta con sé, anche molto tempo dopo il rientro.

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