Edimburgo è una città che conquista al primo sguardo: elegante, misteriosa, autenticamente “british”. L’abbiamo visitata a Natale, trascorrendo tre giorni in famiglia con due adolescenti, curiosi e pronti a lasciarsi sorprendere. Due giornate le abbiamo dedicate alla scoperta della città, tra vicoli medievali, castelli e panorami mozzafiato. Una l’abbiamo riservata ai dintorni, spingendoci fino alla suggestiva Rosslyn Chapel e nei Borders scozzesi, con tappa nella celebre Melrose. Un itinerario breve ma intenso, che unisce città e natura e che ci ha permesso di assaporare l’atmosfera autentica di Edimburgo e della Scozia più vera.

Edimburgo è una città dalla storia antichissima, sospesa tra Medioevo e Illuminismo, dove ogni angolo racconta secoli di battaglie, leggende e tradizioni scozzesi. Dominata dall’imponente Castello di Edimburgo, arroccato su un’antica roccia vulcanica, si sviluppa tra la suggestiva Old Town, con i suoi vicoli stretti e scuri, i celebri closes, e l’elegante New Town, ordinata e luminosa, perfetto esempio di architettura georgiana. Passeggiando per le sue strade si viene spesso accompagnati dal suono delle cornamuse, che riecheggia tra piazze e salite contribuendo a creare un’atmosfera unica, a tratti misteriosa e profondamente autentica.

Tra monumenti iconici, musei, panorami spettacolari e un’anima fortemente “british”, Edimburgo ci ha da sempre affascinato e, in occasione delle ultime vacanze natalizie, abbiamo finalmente avuto l’opportunità giusta per visitarla e l’abbiamo colta al volo. Amando immergerci nell’atmosfera natalizia delle città, l’abbiamo scelta come meta di questo periodo dell’anno e non ci ha deluso, regalandoci suggestioni tipicamente nordiche e scozzesi, fatte di pietra scura, cieli invernali e scorci carichi di storia.

Va però detto che l’aria di Natale qui si percepisce poco, soprattutto se il paragone è con le città tedesche o austriache: il mercatino natalizio resta perlopiù confinato nei Princes Street Gardens, mentre nel centro storico le luminarie sono poche e discrete, senza grandi allestimenti. Un Natale sobrio, quasi in punta di piedi, che lascia spazio al carattere forte e autentico della città. E forse è proprio questo, alla fine, a renderla così speciale.

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St. Giles Cathedral

Itinerario di 3 giorni ad Edimburgo e dintorni

Dopo questa doverosa premessa, entriamo nel vivo del viaggio e vi raccontiamo il nostro itinerario di tre giorni, pensato per una famiglia con due adolescenti. Due giorni li abbiamo dedicati alla scoperta di Edimburgo, esplorando con calma il centro storico e le zone più iconiche della città, mentre il terzo giorno ci siamo spinti fuori città con una escursione organizzata, alla scoperta dei suggestivi Borders scozzesi, tra abbazie, paesaggi verdi e piccoli centri ricchi di fascino come Melrose e la misteriosa Rosslyn Chapel. Un itinerario che alterna città e natura, perfetto per cogliere l’anima più autentica di questa parte della Scozia.

Giorno 1 – Royal Mile, storia reale e atmosfera medievale

Abbiamo iniziato la scoperta di Edimburgo dal Palazzo di Holyrood, la residenza reale situata alla fine del Royal Mile, raggiungibile a piedi dal nostro hotel. La visita comprende gli Appartamenti Reali, la Galleria della Regina e le suggestive rovine dell’Abbazia di Holyrood.
Nel prezzo è inclusa l’audioguida, che arricchisce l’esperienza senza annoiare (per noi le informazioni sono interessanti e non eccessivamente lunghe) grazie a racconti su Mary, Regina di Scozia e sulla storia della monarchia scozzese.

Proprio accanto a Holyrood si trova il Parlamento scozzese, un edificio moderno che contrasta con l’architettura storica circostante. In determinati orari è possibile visitare gratuitamente la sala del dibattito con una visita guidata in inglese: noi siamo stati fortunati ad arrivare pochi minuti prima dell’inizio e abbiamo potuto partecipare alla visita senza perdere tempo in attesa.

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Sala del dibattito

Per pranzo abbiamo fatto una tappa veloce e tipica da Oink, un locale caratteristico posizionato lungo il Royal Mile, famoso per i suoi panini con maiale arrosto.

Dopo pranzo, abbiamo proseguito lungo Royal Mile e siamo arrivati a piedi fino al centro città, fermandoci all’imponente Cattedrale di St Giles, che vanta oltre 900 anni di storia. Nonostante la sua facciata esterna possa sembrare sobria rispetto a cattedrali più imponenti, gli interni di St Giles sono sorprendenti e ricchi di dettagli. Uno degli elementi più straordinari è il Thistle Chapel, dedicato all’Ordine del Cardo, l’ordine cavalleresco più alto della Scozia. Questo piccolo gioiello gotico è famoso per la sua incredibile lavorazione lignea e le sculture in pietra, con archi elaborati, pinnacoli e dettagli finemente intagliati che rendono ogni angolo degno di attenzione.

A seguire, abbiamo partecipato a una visita guidata della Old Town di Edimburgo, un free tour prenotato con Civitatis, perfetto per avere una panoramica completa della città e delle sue principali attrazioni. Il tour, interamente a piedi, ci ha permesso di scoprire i luoghi da non perdere e alcune curiosità divertenti, come la storia del cagnolino più famoso di Scozia, Greyfriars Bobby, che per anni vegliò sulla tomba del suo padrone (famosa è la sua statua, situata vicina all’ingresso della Greyfriars Kirk).

Durante il percorso abbiamo fatto tappa presso il Greyfriars Kirkyard Cemetery e l’adiacente Greyfriars Kirk, una delle chiese più celebri della città, nota anche per essere il luogo in cui, nel 1638, fu siglato il National Covenant per respingere i tentativi di Carlo I di imporre l’episcopato.

Proseguendo, siamo tornati alla Cattedrale di St Giles, dove la guida ci ha raccontato meglio la storia dell’edificio, dei suoi interni decorati e delle leggende legate alla zona circostante, oltre a farci ammirare la vicina Mercat Cross, un’importante struttura storica ottagonale situata vicino alla Cattedrale, sormontata da un unicorno (simbolo nazionale scozzese). Anticamente punto di incontro per i mercanti, era il luogo principale per proclami reali, notizie importanti ed esecuzioni pubbliche. 

Da qui ci siamo diretti verso la storica Grassmarket Square, un tempo sede di mercati ma anche di esecuzioni pubbliche, che conserva ancora oggi un fascino antico tra edifici colorati e locali tipici.

Abbiamo poi ammirato una bella vista esterna del Castello di Edimburgo, anticipando la visita all’interno che avremmo fatto il giorno successivo. L’ultima tappa del tour è stata la famosissima Victoria Street, con le sue facciate variopinte e le scale tortuose, famosa per essere stata d’ispirazione per Diagon Alley nel mondo di Harry Potter.

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Victoria Street

Per cena abbiamo scelto Bertie’s, un caratteristico locale di Victoria Street perfetto per gustare il famoso fish & chips.

Dopo cena, abbiamo deciso di concludere la serata avvicinandoci al castello dove, nel periodo natalizio, è possibile ammirare gratuitamente parte dello spettacolo di luci del Castle of Light (accessibile anche all’interno acquistando il biglietto).

Giorno 2 – Musei, castello e mercatini di Natale

La giornata è iniziata di prima mattina con la visita al Museo Nazionale Scozzese, uno dei musei più importanti della città, con ingresso gratuito. Il museo è molto grande ed è sviluppato su 5 piani; se non si ha a disposizione tanto tempo, occorre fare qualche selezione. Da non perdere per noi la terrazza panoramica con vista sulla città, posizionata al settimo piano, aperta dalle 10:00 alle 16:45. Come esposizione, i nostri ragazzi hanno apprezzato “Natural World”, un’esposizione sul nostro pianeta, dove troneggiano i resti di un T Rex e dove ci si può interrogare sul funzionamento del mondo e dell’Universo. O anche la sezione di Scienza e Tecnologia, dove si possono vedere e sperimentare innovazioni tecnologiche e dove è esposta la famosa pecora Dolly, la prima pecora che è stata clonata.

Verso mezzogiorno ci siamo diretti verso il Castello di Edimburgo (avevamo prenotato i biglietti online).  L’interno merita la visita e richiede almeno un paio di ore. Una volta entrati ci si trova nella piazza d’armi Esplanade, risalente al 1820, che offre un bel panorama sulla città e dove si trova il cannone dell’una, che risuona in tutta la città alle 13 di tutti i giorni (tranne la domenica). Da non perdere la piccola St Margaret’s Chapel, l’edificio più antico di Edimburgo, in stile romanico, lo Scottish National War Memorial, il monumento dedicato ai caduti e le misteriosi prigioni. Ma la chicca è l’Honours of Scotland, ospitato all’interno del Royal Palace, ovvero i gioielli della corona scozzese ( in alta stagione c’è la coda per potervi accedere).

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Castello di Edimburgo

Terminata la visita, ci siamo diretti verso i mercatini di Natale allestiti nei Princes Street Gardens, alla ricerca di qualcosa di sfizioso per pranzo. La visita vera e propria, però, l’abbiamo rimandata alla sera, quando le luci rendono l’atmosfera decisamente più suggestiva.

Adiacente ai mercatini dei Princes Street Gardens sorge lo Scott Monument, imponente memoriale dedicato allo scrittore scozzese Sir Walter Scott. Da qui, passeggiando nella New Town, tra eleganti edifici in stile georgiano e monumenti come Dundas House e il Melville Monument in St. Andrew Square, ci siamo diretti verso il Dean Village, uno degli angoli più suggestivi di Edimburgo: un piccolo rifugio bucolico, fatto di case in pietra del XVII secolo, un ponticello sul fiume e un’atmosfera sospesa nel tempo.

Rientrando verso il centro abbiamo visitato la National Gallery, anch’essa gratuita, per ammirare capolavori di Tiziano, Rembrandt, Van Gogh, Vermeer, le Tre Grazie di Canova e molto altro.

Per cena abbiamo optato per una soluzione semplice e veloce: Pizza Hut, che all’estero per noi è sempre una garanzia. Dopo cena siamo tornati ai mercatini di Natale di Princes Street Gardens, dove abbiamo assaggiato dolci tipici locali e fatto qualche acquisto in vista delle feste.

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Mercatini di Natale di Edimburgo

Giorno 3 – Rosslyn Chapel e le Scottish Borders

L’ultimo giorno lo abbiamo dedicato a esaudire un desiderio comune a tutta la famiglia: grandi appassionati del Codice da Vinci di Dan Brown, abbiamo scelto un tour organizzato alla scoperta della misteriosa e affascinante Rosslyn Chapel, abbinato alla visita degli suggestivi Scottish Borders nei dintorni di Edimburgo. Abbiamo scelto un tour in inglese organizzato per piccoli gruppi (eravamo in 7), trovato ad un prezzo molto vantaggioso.

La prima tappa è stata Roslin, un pittoresco villaggio del Midlothian, immerso nella quiete della campagna scozzese. Qui sorge la celebre Rosslyn Chapel, diventata famosa in tutto il mondo proprio grazie al romanzo Il Codice da Vinci.
Questa cappella del XV secolo colpisce già dall’esterno, ma è varcando la soglia che lascia davvero senza parole. Il film non le rende giustizia: dal vivo, la Rosslyn Chapel abbaglia per la straordinaria luminosità e incanta per la ricchezza delle sue decorazioni. Le intricate incisioni nella pietra, le vetrate colorate e i numerosi simboli misteriosi raccontano storie e leggende che spaziano dai Cavalieri Templari al Santo Graal.
L’ingresso è a pagamento e include, in orari prestabiliti, una spiegazione guidata (in inglese) che ripercorre la storia della cappella e i misteri che da secoli la avvolgono.

Dopo la visita è possibile passeggiare nei boschi della vicina Rosslyn Glen.

Il tour è proseguito verso gli Scottish Borders, seguendo la valle del fiume Tweed, tra colline dolci, villaggi tipici, prati brulicanti di pecore e di mucche scozzesi e antiche abbazie. Per pranzo abbiamo fatto sosta a Melrose, il principale villaggio dei Borders Scozzesi. Melrose è famosa per i resti della Abbazia cistercense del XII secolo, legata alla storia di Robert the Bruce, il cui cuore si dice sia sepolto qui. I resti di questa abbazia sono molto suggestivi e non dimenticatevi di cercare il famoso “doccione” a forma di maiale! Nel prezzo del biglietto è inclusa la visita al piccolo museo adiacente.

Nel pomeriggio ci siamo letteralmente persi nei paesaggi fiabeschi scozzesi e ci siamo diretti prima verso la statua di William Wallace e ci siamo fermati poi presso lo Scott’s View, uno dei panorami più belli della Scozia, chiamato così perché ispirò Sir Walter Scott.

Dopo aver ammirato il tramonto presso la torre di Smailholm siamo rientrati in serata a Edimburgo e abbiamo concluso la giornata con un giro in centro  con una cena a base di burgers presso Burgers & Beers, un pub tradizionale situato proprio in centro, perfetto per salutare la città tra musica, legno scuro e melodie scozzesi.

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Dove dormire a Edimburgo

Edimburgo è una città costosa, soprattutto in alta stagione. Se non si ha budget illimitato, occorre scendere a compromessi per la scelta dell’alloggio. Noi, dopo una lunga selezione e ricerca, grazie all’aiuto della nostra amica Luciana di “Be My Road” abbiamo scelto un appartamento presso il Cairn Hotel, situato non in centro ma in posizione comoda per raggiungere tutti i punti di interesse a piedi in massimo 20 minuti.

L’appartamento era comodo per 4 persone, arredato in modo funzionale e molto pulito, con una buona colazione compresa nel prezzo.

Nella scelta dell’hotel, non vi consigliamo di scegliere strutture troppo lontane dal centro storico: Edimburgo non ha la metropolitana e qualsiasi altro mezzo comporterebbe perdita di tempo ogni giorno.

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Cairn Hotel

Cosa vedere ad Edimburgo se si ha più tempo a disposizione

Se si dispone di più tempo, Edimburgo offre moltissime esperienze da aggiungere all’itinerario. Una visita affascinante è quella al mondo sotterraneo della Real Mary King’s Close, un intreccio di vicoli e ambienti nascosti sotto la Royal Mile che raccontano storie di vita quotidiana, epidemie e leggende del passato. Le visite sono disponibili anche in fascia serale: noi avremmo avuto la possibilità di andarci, ma purtroppo, complice l’alta stagione, era tutto già al completo. A circa 10 minuti a piedi dal centro vale poi la pena salire su Calton Hill, uno dei punti panoramici più belli della città, da cui ammirare il profilo di Edimburgo, il Castello e, nelle giornate limpide, persino il mare.

Nella bella stagione le alternative all’aria aperta si moltiplicano: il Royal Botanic Garden, uno dei più antichi e curati del Regno Unito, è perfetto per una pausa verde lontano dal caos cittadino, mentre una passeggiata nell’ampio Holyrood Park, fino a salire sull’iconico Arthur’s Seat, regala viste spettacolari e un contatto diretto con la natura a pochi passi dal centro storico. Se si ha a disposizione un giorno in più, soprattutto in primavera o in estate, merita una visita anche Leith, l’antico porto di Edimburgo, oggi riqualificato e vivace, tra ristoranti di pesce, locali affacciati sull’acqua e la storica Royal Yacht Britannia. Un modo diverso e autentico per scoprire un’altra anima della città.

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Qualche nostra considerazione

Edimburgo a Natale non punta su eccessi o scenografie sfavillanti, ma conquista con qualcosa di molto più autentico: la sua anima. Anche senza un’atmosfera natalizia tradizionale, la città sa avvolgere e affascinare grazie ai suoni delle cornamuse che risuonano nelle piazze e lungo le vie, creando un sottofondo inconfondibile e quasi ipnotico. I pub storici, con le luci calde alle finestre, l’odore di legno e torba e una pinta di birra o un whisky scozzese tra le mani, diventano rifugi perfetti nelle fredde serate invernali.

Le case in pietra scura, le strade acciottolate lucide di pioggia, i vicoli della Old Town e i profili gotici che si stagliano contro il cielo invernale contribuiscono a rendere Edimburgo una città dal fascino intenso e senza tempo. A Natale, più che altrove, si ha la sensazione di camminare dentro una storia: non una favola patinata, ma un racconto antico, fatto di tradizioni, musica, silenzi e atmosfere suggestive. Ed è proprio questa autenticità, ruvida e affascinante, a rendere Edimburgo indimenticabile anche, e forse soprattutto, nel periodo natalizio.

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Link utili

Se come noi amate scoprire le città di Natale, in questa sezione del blog potete scoprire con noi le città che abbiamo visitato nel periodo più magico dell’anno.