Lungo l’Adda corre una ciclopedonale meravigliosa che segue il suo corso. Un itinerario da percorrere a piedi o in bicicletta, che regala panorami bellissimi ma anche architetture e strutture storiche di notevole importanza. In questo post vogliamo raccontarvi il tratto lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda, un’area ricca di fascino strettamente legata al genio di Leonardo da Vinci.

L’Adda è il nostro fiume: è il nostro rifugio sicuro, il luogo dove amiamo passeggiare quando abbiamo bisogno di relax vicino a casa.
E se c’è una cosa che abbiamo imparato in tutti questi anni, è che l’Adda non è un semplice fiume: questo corso d’acqua, che nasce nelle Alpi Retiche, attraversa la Valtellina, entra ed esce dal lago di Como e scorre sinuoso per 313 km fino a confluire nel Po, è uno scrigno di tesori e regala lungo il suo percorso scenari unici e architetture storiche di diverso tipo.
Pian piano stiamo imparando ad allontanarci dalla nostra base sicura, quella a due passi da casa, per conoscere questo fiume e quello che regala altrove.
Ogni tratto regala una scoperta e l’ultima nostra scoperta è il tratto che segue l’Adda partendo da Porto d’Adda, frazione di Cornate d’Adda, fino a Paderno d’Adda.
Questo tratto, di circa 3 chilometri e mezzo di lunghezza, si trova nel cuore del Parco Regionale Adda Nord e comprende l’Ecomuseo Adda di Leonardo: un tratto breve ma intenso, che regala una bella spiaggia, un santuario del 1300, il Naviglio di Paderno con le famose conche Leonardesche, bellissimi panorami (che hanno ispirato Leonardo da Vinci stesso), un ponte ad arco in ferro di fine ‘800, beni monumentali e centrali idroelettriche storiche.
Un bellissimo percorso adatto ai bambini, da scoprire a piedi o in bicicletta in tutta sicurezza in quanto vietato ai mezzi a motore. Si può volere di più?

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

Un tratto della ciclopedonale

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda: l’Ecomuseo Adda di Leonardo, un itinerario tra natura e storia

L’Ecomuseo Adda di Leonardo è un vero e proprio museo a cielo aperto che permette di scoprire la storia, la natura e l’arte di questo territorio.
L’Ecomuseo si sviluppa interamente all’aperto nel tratto compreso tra la centrale elettrica Bertini di Cornate d’Adda e la diga di Robbiate, seguendo in gran parte il naviglio di Paderno. Il percorso è suddiviso in 14 tappe, divise a loro volta in 47 stazioni di importanza naturalistica e storica con un unico filo conduttore: il genio di Leonardo da Vinci.
Per poterlo scoprire si può percorrere la ciclopedonale che collega lungo l’Adda Porto e Paderno d’Adda, un sentiero pressoché pianeggiante che si sviluppa su strada alzaia interdetta ai veicoli a motore (eccetto quelli autorizzati per servizio). Tale ciclopedonale è in parte sterrata e in parte asfaltata e si snoda tra le sponde del fiume Adda e del Naviglio di Paderno, ideato dallo stesso Leonardo da Vinci.
In questo breve tratto sono concentrati una moltitudine di punti di interesse di diversa natura: da elementi naturali ad altri antropici, accomunati dalla bellezza ma soprattutto dal loro valore.

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

Un altro tratto di ciclopedonale

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda: l’itinerario passo a passo

Per percorrere questo tratto di lungo Adda si hanno due alternative: parcheggiare a Porto d’Adda e di qui andare controcorrente in direzione Lecco fino a Paderno d’Adda, oppure parcheggiare a Paderno d’Adda e seguire il corso del fiume fino a Porto d’Adda.
Noi abbiamo provato entrambe le alternative e non ci sono differenze sostanziali, dipende solo da dove preferite partire e cosa volete vedere (se ad esempio il vostro scopo è raggiungere la Rocchetta, l’alternativa più comoda è quella che parte da Porto d’Adda).
In questo post descriveremo tappa a tappa la prima alternativa, ovvero l’itinerario lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda.
A Porto d’Adda conviene parcheggiare presso le cascine poste appena prima della stradina pedonale che scende al fiume. Di qui è ben segnalata la direzione da prendere, ovvero quella che porta al Santuario della Rocchetta. Scendendo questa stradina un po’ ripida e a ciottoli (difficile percorrerla con passeggini comuni, meglio quelli da trekking o con ruote grandi) si arriva al fiume, nei pressi della centrale idroelettrica storica A. Bertini.

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

La strada a ciottoli che porta lungo l’Adda

1 – La centrale idroelettrica storica A. Bertini

La centrale idroelettrica Bertini, che a prima vista potrebbe passare inosservata, merita la nostra attenzione in quanto è la più antica centrale idroelettrica del gruppo Edison ed una delle più antiche d’Italia. Grazie ad Enrico Carli, che ebbe l’intuizione di utilizzare la forza motrice dell’Adda, fu inaugurata nel 1898 come la prima centrale in Europa e la seconda al mondo (dopo solo a quella delle Cascate del Niagara) per potenza delle turbine.
A livello storico questa centrale ebbe notevole importanza in quanto rese possibile l’elettrificazione della rete tramviaria di Milano, rendendo questa città una delle prime città europee con linee interamente trasformate a trazione elettrica.

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

Centrale idroelettrica Bertini

2 – La spiaggia

Dalla centrale idroelettrica, bisogna risalire il corso dell’Adda verso Lecco, sulla ciclopedonale che costeggia il fiume (dalla centrale andare a sinistra). Dopo un centinaio di metri si trova una deviazione che porta ad una piccola spiaggetta molto frequentata in estate. Anche nelle altre stagioni è un bel posto dove sedersi e rilassarsi in mezzo alla natura, con vista sulla sponda bergamasca del fiume.

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

Relax nella spiaggetta

3 – Il Naviglio di Paderno e le Conche Vinciane

Ritornando sulla ciclopedonale si prosegue varcando il cancelletto e passando sul ponticello sul naviglio di Paderno e di qui in poi si prosegue in direzione Lecco costeggiando questo canale artificiale che corre parallelo all’Adda.
Il fiume Adda ha da sempre rivestito un’importanza enorme per l’economia e per gli scambi culturali ma era un fiume difficilmente navigabile e pericoloso, a causa dei suoi gorghi pericolosi e dei suoi dislivelli.
Il Naviglio di Paderno fu ideato da Leonardo da Vinci, ospite dei conti Melzi a Vaprio d’Adda all’inizio del ‘500, con la funzione di permettere la navigazione tra la città e il lago di Como, collegandolo così alla cerchia interna dei Navigli grazie alla Martesana.
L’ordine di costruzione di questo canale artificiale fu dato da Francesco Sforza I nel 1516 e fu terminato ben tre secoli dopo, nel 1777, sotto Maria Teresa d’Austria.
Il Naviglio di Paderno è lungo 2.605 metri, con larghezza sul fondo pari a 11 metri e acqua tenuta a 1,20 metri d’altezza. Questo è il più breve tra i Navigli ma anche il più complesso, in quanto deve superare un salto di quota di 27,5 m, superati grazie alla realizzazione di 6 conche (la Conchetta in località Tre Corni, La Conca Vecchia in località bacino Superiore dei Morti nei pressi dello Stallazzo, la Conca delle Fontane in località Scoglio della Legna, la Conca Grande, la Conca di Mezzo e la Conca in Adda), concentrate in un tratto di circa 2605 m.
Il sentiero che si percorre in questa zona prende il nome di sentiero delle Conche (alcune conche si trovano nel tratto da Porto verso Paderno, altre nella direzione opposta).
Le conche non sono state in realtà ideate da Leonardo ma sicuramente sono state migliorate da lui stesso, che le dotò di portoni a valle e portine a monte disposte a spina di pesce, per smorzare la pressione delle acque nella fase di apertura controcorrente. Le portine erano dotate di finestre centrali per l’immissione dell’acqua, che si riversava nel bacino del sostegno attutite, nella fase di caduta, da grossi gradoni.
La Conca Grande (o Madre) è la conca vecchia, soprannominata anche Castello d’Acque, ed è quella con il più alto dislivello e portata d’acqua, unto terminale del vecchio naviglio. I due bacini erano divisi da un diaframma di legno: il bacino a monte doveva smorzare la forza dell’acqua nel sottostante cuscino d’acqua mentre quello a valle era maggiore perché doveva contenere le barche.
Il naviglio è attivo idraulicamente solo nel tratto dall’incile (Conca Nuova) alla Conchetta. In questo punto le acque sono convogliate dall’opera di presa del canale nel condotto che adduce alla centrale idroelettrica Bertini. Diversi tronchi del canale sono invece praticamente privi di acqua, fatta eccezione per quella che filtra spontaneamente, mentre in altri tronchi l’acqua ricompare per effetto di infiltrazioni nel terreno dando origine ad una vegetazione di tipo palustre. Infine nei pressi del tronco della Conca in Adda le acque in uscita dalla centrale Bertini vengono convogliate in Adda.
Alla luce di tutta questa spiegazione (che noi abbiamo letto sui pannelli esplicativi presenti lungo la strada alzaia) quello che sembra un normalissimo canale, acquista un significato storico davvero importante e interessante.

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

Un tratto della ciclopedonale che costeggia il naviglio

4 – Santuario di Santa Maria della Rocchetta (1386)

Procedendo parallelamente al naviglio di Paderno, dopo circa 800 m si incontra un bellissimo santuario trecentesco, situato su uno sperone a picco sull’Adda a circa 50 metri sopra al livello del fiume, raggiungibile con una scalinata costeggiata da palme e circondata da tanto verde.
Il Santuario di Santa Maria della Rocchetta fu fatto costruire dal dottore Beltrando da Cornate nel 1386 sulle rovine di una fortificazione altomedievale.
Il santuario fu poi donato nel 1389 ai frati eremiti dell’Ordine di Sant’Agostino, che dovettero abbandonare la rocca nel XV secolo, quando il fiume Adda divenne confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia e i soldati milanesi occuparono la rocca per poterla usare come osservatorio.
Nel 1517 il complesso venne incorporato nei beni del Convento Agostiniano di San Marco in Milano ma nel 1797 fu conquistato dai francesi e i beni religiosi vennero purtroppo confiscati e dispersi tra privati. La Rocchetta cadde così in stato di abbandono prima di essere restaurata nel 1991.
Oggi questa meravigliosa chiesetta è la ventitreesima tappa del cammino di Sant’Agostino.
L’interno della chiesa è veramente meraviglioso: un piccolo gioiellino con pareti a mattoni e sassi a vista e un piccolo altare con una statua dedicata alla Madonna.
Meritano una visita anche i locali sottostanti la chiesetta, visitabili su prenotazione.

All’esterno del Santuario si trova una fontanella con acqua potabile (utile soprattutto nelle giornate calde) e un bagno a dir poco pittoresco, una versione moderna degli antichi bagni medievali, con scarico direttamente in natura e dove al posto dello sciacquone ci si ritrova un secchio da riempire a mano. A noi potrebbe sembrare una gran seccatura, ma per i bambini è un divertente diversivo!

Dal pianoro dove si trova questo Santuario si può godere su più lati di un bel panorama sul corso del fiume Adda, che nei periodi di piena forma pittoreschi mulinelli d’acqua.

Quando il Santuario è aperto è facile incontrare il suo custode, il signor Fiorenzo Mandelli, un volontario che conosce benissimo la storia di questi beni culturali e naturali e li racconta con passione.
Per una visita personalizzata o per avere informazioni i suoi contatti sono [email protected] – cell.338-2800822.

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

La scalinata che porta al Santuario della Rocchetta

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

Il Santuario della Rocchetta

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

Il Santuario della Rocchetta

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

L’interno del santuario

5 – I resti antichi antecedenti al Santuario della Rocchetta

Il pianoro in cui si trova il Santuario presenta resti di notevole importanza storica di una fortificazione organizzata su due livelli, che probabilmente difendeva un porto fluviale (circa 715 d.C.): nel livello superiore si trovava una torre, oggi inglobata nella chiesetta, mentre in quello inferiore si trovava una grande cisterna per le risorse idriche.
Il castello della Rocchetta si trovava in un punto davvero strategico in quanto si trovava nel punto in cui l’Adda smetteva di essere navigabile e le merci dovevano essere portate a terra.

La cisterna nel pianoro antistante al Santuario della Rocchetta

Nella parte del pianoro antistante al Santuario della Rocchetta si trovano i resti di una cisterna da oltre 150 mc di acqua, una volta coperta con volta a botte con altezza 4 metri. Quest’opera risale probabilmente tra il V e il VI secolo d.C. e fu probabilmente realizzata per garantire autonomia anche in caso di assedi prolungati.
Si pensa che la cisterna, quando era in funzione, raccogliesse l’acqua piovana proveniente dalla copertura di un edificio non più esistente. La cisterna rimase in funzione fino alla fine del VI secolo d.C. quando rimase danneggiata a causa di un cedimento strutturale e fu ridotta così ad una struttura usata come discarica.

Strutture basso medievali dietro all’abside del Santuario della Rocchetta

Nel pianoro dietro all’abside del Santuario della Rocchetta sono stati rinvenuti resti di strutture basso medievali.
Direttamente dietro alla chiesa è stata ritrovata una cisterna più recente e più piccola di quella antistante alla chiesa, probabilmente realizzata dopo l’abbandono della cisterna più grande.Vicino al muro di cinta sono stati ritrovati i resti di quello che potrebbe essere un forno.
Entrambe queste strutture sembrano risalire al periodo del convento agostiniano.
Tra queste due strutture sono state poi rinvenute delle tombe altomedievali.

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

La Cisterna nel pianoro antistante al santuario

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

Il panorama dal pianoro

6 – Stazione Ecomuseale dello Stallazzo – Punto di ristoro

Appena sotto allo sperone su cui sorge il Santuario della Rocchetta, nei pressi della Conca delle Fontane, si trova un edificio usato in passato come ricovero e ricambio per i cavalli, per chi doveva rimorchiare i barconi controcorrente risalendo l’alzaia.
Oggi questo edificio è stato adibito a punto ristoro ed è una stazione dell’Ecomuseo.
Lo Stallazzo è circondato da un bel prato dove nella bella stagione ci si può sdraiare e rilassarsi.

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

Lo Stallazzo

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

Il riposo dei guerrieri

7 – I paesaggi di Leonardo – I Tre Corni

Riprendendo l’itinerario lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda in direzione Lecco, dopo circa 1 km si arriva ad uno dei punti più importanti a livello paesaggistico ed artistico di questo tratto, la località I Tre Corni. Si dice che questi tre grossi massi che spuntano dall’alveo del fiume Adda, siano stati fonte di ispirazione per Leonardo che li usò come sfondo della sua famosa opera “La Vergine delle Rocce.
Per poterli vedere dall’alto non c’è una chiara segnaletica: occorre fare una piccolissima deviazione dalla ciclopedonale, in corrispondenza del pannello esplicativo che parla di Paderno d’Adda.

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

I Tre Corni

8 – Diga vecchia in legno “tipo Poiréè” – (1898 Società Edison)

Proseguendo sempre in direzione Lecco, a circa 2,2 km dall’inizio del percorso, si trova la diga vecchia di Paderno d’Adda, realizzata tra il 1896 ed il 1898 dall’ingegnere Paolo Milani per alimentare la Centrale Bertini di Porto d’Adda. Tale diga sostituì la vecchia diga sommersa all’incile del Naviglio ed una diga mobile tipo Poirée.
In questo periodo fu anche realizzato il canale derivatore, allargando fino a 12 m un tratto di 690 m del settecentesco Naviglio di Paderno, dall’incile alla “Conchetta”.

9 – Stazione eco museale della Chiesetta sconsacrata dell’Addolorata (inizio XVIII secolo)

A circa 2,2 km dall’inizio del percorso si trova questa piccola chiesetta bianca e gialla del ‘700, ora sconsacrata e trasformata in punto informativo dell’Ecomuseo.
All’interno sono stati tolti tutti gli elementi sacri, compresa una pala d’altare in legno risalente del ‘500 portata nella Parrocchiale di Paderno d’Adda, sostituiti dalle riproduzioni delle due versioni del dipinto di Leonardo da Vinci “La Vergine delle rocce”.

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

La chiesa sconsacrata dell’Addolorata

10 – Il ponte in ferro di Paderno d’Adda – Ponte San Michele (1889)

A circa 2,7 km dall’inizio del percorso che procede lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda si trova un capolavoro di ingegneria di fine ‘800, il famoso ponte in ferro di Paderno d’Adda (o Ponte San Michele), costruito in soli due anni tra il 1887 e il 1889 su progetto dell’ingegnere svizzero Jules Röthlisberger. La struttura ricorda molto la più famosa Tour Eiffel di Parigi e il motivo è semplice, dato che il progettista fu un allievo di Eiffel.
La particolarità di questo ponte, lungo 266 metri e a 85 metri al di sopra del livello del fiume, è che è caratterizzato da un’unica campata in travi di ferro realizzata senza bulloni ed ancorata nella roccia locale (non ha dunque piloni nell’alveo del fiume). Questo ponte è addirittura uno dei maggiori ponti ad unica arcata nel mondo e può essere considerato uno dei principali simboli dell’architettura industriale lombarda.
Il ponte (attualmente chiuso al traffico per manutenzione) è normalmente a due livelli di percorribilità: uno superiore stradale e uno inferiore ferroviario.

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

Il Ponte di Paderno d’Adda

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

La ciclopedonale nel tratto in prossimità del Ponte di Paderno

11 – Prima Conca di navigazione (1910) – Diga nuova di Robbiate (1910 Società Edison)

A poco più di 3 km dall’inizio del percorso si trova nuova diga di Robbiate, costruita tra il 1906 ed il 1914 per la Centrale Esterle. Oltre ad avere un’importanza funzionale. È anche abbastanza imponente e coreografica. La diga misura 130 m di lunghezza ed è divisa in cinque arcate con paratoie, sovralza l’Adda di quasi 10 m creando uno specchio d’acqua lungo parecchi chilometri.

12 – Centrale idroelettrica “G. Semenza” (1920 Società Edison)

L’ultimo impianto che si trova lungo l’itinerario che procede lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda è la Centrale idroelettrica “G. Semenza”, una centrale che prese servizio nell’agosto 1920 con lo scopo di sfruttare il dislivello di 8 metri tra il livello a monte e quello di valle della diga di Robbiate.

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

La diga di Robbiate

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda: consigli utili

Come abbiamo già indicato in precedenza, noi abbiamo scelto di descrivere questo tratto di Adda da Porto a Paderno d’Adda, ma il percorso può essere tranquillamente percorso in senso inverso.
Essendo un percorso che segue il corso di un fiume, non si tratta di un itinerario ad anello: si deve iniziare da una delle due località e ritornare indietro per poter ritornare all’inizio del percorso.
Questo itinerario può essere percorso sia a piedi (e in questo caso munitevi di scarpe comode) sia in bicicletta.
In estate è in parte esposto al sole e può fare quindi molto caldo nelle ore di punta: fate attenzione dunque all’orario in cui scegliete di percorrerlo e portatevi acqua e un cappellino per proteggervi dal sole. Le bottigliette e le borracce possono poi essere ricaricate presso la fontanella presso il la Rocchetta oppure si può acquistare da bere presso lo Stallazzo.

L’Adda prosegue ovviamente in entrambe le direzioni, regalando ulteriori angoli meravigliosi che meritano di essere scoperti, ma sarebbe limitativo inserirli in questo post già così ricco di spunti naturalistici e storici. Una scoperta continua da scoprire chilometro per chilometro. Pronti a rispolverare le vostre biciclette?

Lungo l’Adda da Porto a Paderno d’Adda

Il panorama dal Santuario della Rocchetta

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