THE ART OF THE BRICK A MILANO: LA NOSTRA ESPERIENZA

THE ART OF THE BRICK: L’ARTE ALLA PORTATA DI TUTTI

La mostra The Art of The Brick è stata inaugurata il 19 ottobre a Milano, presso la Fabbrica del Vapore, e noi non ci stavamo più nella pelle dalla curiosità cosi sabato scorso (22 ottobre) siamo andati subito a vederla.

Abbiamo preso i biglietti in prevendita su Ticket One e in questo modo ci siamo evitati la coda (non corta sabato scorso) per l’acquisto alle casse. Specifico che Ticket One ha delle spese aggiuntive da tener conto oltre al costo dei biglietti (due adulti e due bambini abbiamo speso 57 euro circa), ma per evitare le attese in cassa è l’unico modo.

Le informazioni dettagliate su come prenotare, quanto costano i biglietti e dove si trova la Fabbrica del Vapore le ho già raccontate in questo post mentre altre informazioni possono essere reperite sul sito della mostra.

Ora invece voglio parlare della nostra esperienza e le sensazioni che abbiamo vissuto in prima persona visitando questa originale mostra, con oltre 100 sculture create con più di un milione di mattoncini Lego ad opera di un artista americano, Nathan Sawaya.

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THE ART OF THE BRICK: LA MOSTRA

La mostra di Milano è stata articolata in diversi settori, in base alla tipologie di opere esposte. Una dopo l’altra è bello percorrere le diverse sale, scoprendo quanto sia versatile e originale questo artista americano.

Si inizia con la sezione Lo Studio dell’Artista, dove noi abbiamo iniziato ad apprezzare le opere e in particolare qui ci siamo scatenati nelle foto con il famoso pensatore. In questa area c’è un bellissimo sistema planetario incredibilmente bello da vedere e un violino talmente perfetto da sembrare vero.

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Si prosegue con l’area Yellow (Giallo), l’area in cui è esposta l’opera simbolo riportata su tutti i manifesti. Il buio di questa stanza e la luce sapientemente indirizzata sui mattoncini gialli dell’opera sono di impatto fortissimo. Vederla dal vivo è tutt’altra emozione, provare per credere!

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La stanza seguente è occupata interamente da una riproduzione del Partenone di Atene: incredibile la precisione e la grandezza di quest’opera!  Ci si trova immersi completamente nella sua maestosità che si può ammirare in ogni direzione.

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Si accede poi ad un’area dedicata alle riproduzioni di famose opere del passato (Area denominata I maestri del passato); qui si spazia da opere di scultura classiche come il David di Michelangelo, il Discobolo piuttosto che la Venere di Milo o la Nike di Samotracia fino ad opere che rappresentano quadri come l’Urlo di Munch o il bacio di Klimt o la Gioconda di Leonardo. Tutte le rappresentazioni sono pressoché perfette e lasciano tutti a bocca aperta.

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La sala dei ritratti è incredibilmente suggestiva: complice la giusta illuminazione della stanza se li si guarda da certe angolazioni i quadri sembrano fatti in tutti i modi tranne che di Lego.

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A seguire ci sono le nostre sale preferite, quelle che per noi meglio inquadrano l’animo artistico della mostra: le sale dell’Espressione umana e della Condizione umana. Per ogni opera ci sono delle targhette che esprimono quello che Sawaya intendeva comunicare. Queste opere trasmettono tutte un messaggio forte da parte dell’artista. Qui la perfezione della realizzazione delle opere viene messa in secondo piano rispetto all’emozione che queste emanano.

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La sala successiva, la sala Blu, rappresenta un nuotatore e la rappresentazione è splendida tutto sul tono del colore blu. Sembra di essere immersi nell’acqua insieme al soggetto!

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Si prosegue per la stanza preferita da nostra figlia, quella dei Dinosauri, del dinosauro per l’esattezza. Un grande T-Rex, realizzato da più di 80.000 mattoncini Lego, occupa tutta la stanza.

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Infine l’ultima area della mostra, l’area In Pieces: un’area molto originale dove da quadri di diverso tipo, l’artista ha estrapolato uno o più oggetti trasformandoli poi in colorate opere fatte di mattoncini Lego. Da menzionare l’ultima opera, un favoloso vestito rosso che lascia di stucco per quanto sia incredibilmente leggero seppur fatto di mattoncini.

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Prima dell’uscita è stata allestita un’area dove i bambini possono divertirsi creando le loro piccole opere con i Lego. Per i più piccoli c’è a disposizione un’area con i Lego Duplo.

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E’ anche presente uno shop che vende confezioni Lego e oggetti ricordo della mostra, ma i prezzi sono decisamente alti.

Per la visita completa le tempistiche sono molto soggettive: noi che amiamo scattare foto e leggere ogni targhetta o cartello esplicativo ci abbiamo messo circa un’ora e mezza.

THE ART OF THE BRICK:  CONSIDERAZIONI FINALI

A visitare questa esposizione eravamo in 8 persone, 4 adulti e 4 bambini. Tutti noi abbiamo apprezzato la mostra, ognuno a modo proprio. The Art of The Brick, infatti, non è una mostra solo per bambini come si potrebbe pensare, ma una mostra adatta ad ogni età perché arriva a ciascuno in un modo diverso a seconda della propria sensibilità. Il bambino rimane affascinato da quanti pezzi sono stati usati per ciascuna opera, dai suoi colori, dalle sue dimensioni. Un adulto invece vedrà oltre a questi aspetti, vedendo dietro ad essi uno studio attento artistico ed emotivamente coinvolgente. Una mostra dunque da gustarsi da soli, in coppia o in famiglia: sicuramente una mostra da non perdere per la sua unicità e genialità.

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By | 2017-03-30T10:53:57+00:00 ottobre 25, 2016|Cultura, destinazioni italia, Mostre|0 Comments

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Siamo Sara e Andrea, proprietari di questo blog! Ci piace viaggiare e scoprire il mondo con i nostri bambini. Amiamo la natura, il mare e vorremmo tanto tornare in Australia! Ce la faremo?

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